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Il truma della guerra e la guerra come trauma

L’articolo propone una lettura del trauma di guerra come fenomeno complesso e stratificato, che attraversa la storia e coinvolge tanto i soldati quanto i civili. Dalle testimonianze delle guerre del passato fino alle attuali formulazioni cliniche, emerge una continuità degli effetti psicologici del conflitto, già osservabili nelle esperienze dei combattenti e oggi riconosciuti nel disturbo da stress post-traumatico. Il trauma non è riducibile a un singolo evento, ma si configura come un processo dinamico e cumulativo che incide sulla mente, sul corpo e sulle relazioni. In questa prospettiva, il PTSD rappresenta solo una delle possibili manifestazioni di un danno più ampio, che include anche esiti meno visibili ma profondamente pervasivi. L’articolo sottolinea infine la necessità di un approccio clinico integrato, capace di cogliere la complessità degli esiti traumatici e di restituire continuità e significato all’esperienza dei sopravvissuti.

Io chi sono? Quando si tradisce se stessi: il Falso sé

Il falso sé è un concetto che fu descritto da Donald Winnicott, psicoanalista e pediatra inglese e descrive una modalità patologica di sviluppo dell’identità. Nei primi stadi dello sviluppo infantile, è possibile che il bambino non trovi nella madre rispecchiamento dei suoi bisogni e desideri, ma anzi, la richiesta di assecondare i suoi bisogni e desideri. In questo modo il bambino impara a basare il proprio senso di identità nell’accondiscendere alle richieste altrui.