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FEMMINICIDIO: una strage silenziosa

Il termine femminicidio è un neologismo che identifica l’omicidio di una donna in quanto tale, viene riferito anche alla violenza esercitata sulle donne per perpetuarne o generare una condizione di subalternità, annientare l’identità individuale con la sottomissione fisica o psicologica, fino alla schiavitù o alla morte. Quando parliamo di femminicidio e più in generale di violenza di genere facciamo riferimento ad un fenomeno di sopraffazione esercitata sulle donne (bambine o adulte) per mano di uomini, all’interno di situazioni relazionali (anche univoche), in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale.

Stalking: quando la “preda” è una persona

Il mito di Dafne e Apollo ci illustra in forma poetica il fenomeno dello stalking in cui la vittima, una ninfa scappa dall’ammiratore insistente, Apollo. Il dio non accettando il rifiuto la insegue fino al punto in cui Dafne per sfuggigli si trasforma in albero. Oggi il il termine viene usato per indicare una forma di aggressione messa in atto da un persecutore, caratterizzata da modalità ripetitive, indesiderate e distruttive nella vita privata di un altro individuo, causando a quest’ultimo gravi conseguenze fisiche o psicologiche.

La Psicopatologia nella Pandemia

Il momento storico in cui viviamo rappresenta un impegno gravoso per il nostro sistema emotivo. Le preoccupazioni quotidiane sono portate all’esasperazione da …

Io chi sono? Quando si tradisce se stessi: il Falso sé

Il falso sé è un concetto che fu descritto da Donald Winnicott, psicoanalista e pediatra inglese e descrive una modalità patologica di sviluppo dell’identità. Nei primi stadi dello sviluppo infantile, è possibile che il bambino non trovi nella madre rispecchiamento dei suoi bisogni e desideri, ma anzi, la richiesta di assecondare i suoi bisogni e desideri. In questo modo il bambino impara a basare il proprio senso di identità nell’accondiscendere alle richieste altrui.

I Peter Pan e i Manolescent: la difficoltà di crescere.

Nel 1983 con la pubblicazione del libro di Dan Kiley, intitolato The Peter Pan Syndrome: Men Who Have Never Grown Up, si pone all’attenzione un quadro comportamentale in cui una persona non vuole crescere o maturare, Accanto a questo stile comportamentale attualmente osserviamo quello dei manolescent (man + adolescent) adulti che sono rimasti bloccati nella fase adolescenziale della vita.

Epoca di una civiltà inquieta.

A differenza di altri periodi storici che hanno visto la morte di grandi imperi o la fine di convinzioni scientifiche, noi viviamo in un epoca in cui si sgretolano le convinzioni più quotidiane: “il matrimonio è per sempre”, il “posto fisso” al lavoro, ci si sposa, si faranno di figli. Il progresso tecnologico si è sviluppato sempre più velocemente lasciando indietro lo sviluppo delle coscienze, dei rapporti umani e uno dei primi effetti di questa nuova società è la paura della solitudine, il bisogno di non sentirsi soli. Il risultato lo abbiamo attorno, una società perennemente insoddisfatta, dove la solitudine la fa da padrona ed il fulcro dei sentimenti, quelli autentici, diventa sempre più spesso rintracciabile solo nei social o in relazioni mordi e fuggi.

La “buona” comunicazione in azienda

L’importanza della comunicazione all’interno di una organizzazione si estende a diversi livelli, da una parte vi sono i bisogni e le necessità dell’azienda stessa mentre dall’altra quelli degli individui che la compongono. La comunicazione organizzativa si può descrivere come l’insieme dei processi di creazione e di scambio dei messaggi e delle informazioni nelle reti di relazioni che costituiscono l’organizzazione stessa.

Tecnologia e vita quotidiana

L’avanzamento dello sviluppo tecnologico ha avuto e continua ad avere un forte impatto nelle vite di tutti noi, ma che effetto ha l’uso massivo di internet e dei vari device sugli individui con il passare del tempo? Migliora la nostra vita? Le nostre capacità cognitive o sociali sono modificate?